Progetto Educativo

Prevenzione La Comunità con le sue scelte educative si colloca sul fronte della prevenzione, chiave di soluzione della marginalità soprattutto nell’età giovanile, quando è ancora possibile intervenire e c’è disponibilità a lasciarsi guidare. Il metodo preventivo tipico della tradizione salesiana si rifà soprattutto ad una prassi, all’originale stile pedagogico di don Bosco, fondato sulla carità cristiana che “è benigna, paziente, rispettosa di tutti, ha fiducia, tutto soffre, tutto sostiene e non perde mai la speranza” Il ragazzo si sente accettato com’è ed è messo nelle condizioni di crescere sereno, in un ambiente ordinato e laborioso, ricco di stimoli e propositivo, che riduca per quanto possibile i fattori negativi e prevenga esperienze devianti.

Colonne del sistema preventivo

Il metodo preventivo di don Bosco, permeato di ottimismo cristiano, tradotto da educatori preparati, vissuto in un clima di famiglia, basa su tre pilastri: ragione. Religione, amorevolezza.

Sport e tempo libero

I ragazzi “essendo amati in quelle cose che a loro piacciono… imparano a vedere il bene in quelle cose che naturalmente loro piacciono poco”, confida don Bosco ai suoi collaboratori, ai quali suggerisce concretamente: “Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento”. La Comunità favorisce la partecipazione dei minori a gruppi ed attività con i coetanei, li stimola ad essere protagonisti anche nel gioco, ad impegnarsi nelle discipline sportive che più sono loro congeniali.

Educatori

Don Bosco stesso traccia il profilo dell’educatore nello stile salesiano: “È un individuo consacrato al bene dei suoi allievi, perciò deve essere pronto ad affrontare ogni disturbo, ogni fatica per conseguire il suo fine che è la civile, morale, culturale educazione dei suoi allievi”. Lo vuole preparato, capace ed attivo, perchè “meglio è la mancanza di maestro, che la sua inettitudine”.

Destinatari

In sintonia con le scelte di don Bosco, nostri destinatari sono “i giovani poveri e pericolanti”, sono gli “ultimi” per i quali ha speso con generosità la vita, i minori portatori di bisogni da salvaguardare, tutelare e promuovere. Ogni casa ospita ragazzi d’età omogenea per agevolare l’esperienza di vita assieme e favorire il raggiungimento degli obiettivi di crescita globale. L’accettazione avviene su richiesta dei Servizi Sociali. Per motivi educativi si dà la precedenza ai più piccoli ed a quanti abbiano un provvedimento del Tribunale dei Minori. Data l’impostazione che privilegia la dimensione educativa in uno stile informale e familiare, non è possibile accogliere ragazzi con disturbi psichici o con problemi tali che siano di grave ostacolo alla loro autonomia ed alla convivenza con i coetanei.

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